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riciclittici in mare. Bergeggi riciclittici in mare. Bergeggi

riciclittici in mare. Bergeggi

la cernia scultura immersa da 8 anni sui fondali di Bergeggi SV

BERGEGGI (Savona) – Sono trascorsi otto anni da quando la **Cernia di  Motta** è stata posizionata sui fondali dell’Isola di Bergeggi, dando vita a una delle esperienze più originali del progetto Riciclittici in Mare


L’opera, realizzata assemblando vecchi attrezzi, bulloni e rottami di ferro, è stata concepita dall’artista come un incontro tra arte, recupero dei materiali e ambiente marino. Una volta immersa, la scultura ha iniziato una seconda vita, modificandosi progressivamente attraverso l’azione dell’acqua e degli organismi che popolano il fondale.


Nel corso dell’ultimo fine settimana, Piero Motta è tornato sui fondali di Bergeggi per monitorare lo stato della Cernia, accompagnato dal Triton Diving Club di Bergeggi e dal fotografo subacqueo Pietro Formis . Gli scatti realizzati permetteranno di documentare la situazione attuale e di confrontarla con le immagini raccolte negli anni precedenti.


 L’arte di Piero Motta


La Cernia rappresenta perfettamente la ricerca artistica di Piero Motta, artista  originario di Lozzolo, nel Vercellese. Dagli anni Novanta Motta ha sviluppato un percorso legato alla materia, arrivando a fare del ferro recuperato e degli oggetti scartati uno degli elementi distintivi della propria produzione.


La sua tecnica consiste nell’assemblare e saldare vecchi oggetti, attrezzi e rottami, restituendo loro una nuova forma e un nuovo significato.


 Dalla mostra al mare


Il progetto **“Riciclittici in Mare”** nasce nel contesto della rassegna internazionale **“Human Rights? H2O, a cura di Roberto Ronca ,dedicata al valore dell’acqua.


La prima Cernia viene immersa nel 2017 sui fondali del relitto Paguro, al largo di Ravenna. L’anno successivo il progetto arriva in Liguria, con la posa della seconda grande scultura sui fondali dell’Isola di Bergeggi**.


L’iniziativa ha attirato anche l’attenzione della stampa e delle pubblicazioni specializzate nel mondo della subacquea, che hanno documentato il progetto e il particolare rapporto tra la scultura, il mare e la fotografia subacquea.


 Un’opera che continua a cambiare


Ed è proprio questa trasformazione il cuore del progetto.


La Cernia non è un’opera conclusa nel momento in cui viene immersa. Da quel momento inizia un nuovo capitolo, nel quale il mare diventa parte integrante del processo artistico.


Il ferro cambia, la superficie viene progressivamente colonizzata dagli organismi marini e l’aspetto della scultura si modifica nel tempo. Ogni immersione diventa quindi una possibilità per osservare una fase diversa della sua storia.


Per questo il monitoraggio effettuato a otto anni dalla posa assume un significato particolare: attraverso la fotografia è possibile costruire una sorta di diario subacqueo, capace di raccontare passo dopo passo la trasformazione dell’opera.


 Verso un nuovo concorso fotografico


Il lavoro di documentazione proseguirà anche attraverso una nuova iniziativa: è infatti in progettazione un concorso fotografico subacqueo dedicato alla Cernia di Bergeggi.


L’obiettivo sarà coinvolgere fotografi e appassionati del mondo subacqueo, dando loro la possibilità di raccontare attraverso le immagini l’opera e la sua evoluzione.


A otto anni dalla sua immersione, la Cernia continua dunque il proprio percorso.


Nata da vecchi rottami di ferro e dalla creatività di Piero Motta, oggi è parte del paesaggio sommerso dell’Isola di Bergeggi.


Un’opera che il mare non ha semplicemente accolto, ma che continua a trasformare, giorno dopo giorno, scrivendo insieme all’artista una storia che non è ancora finita.


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